Anche se spesso fingiamo che non sia così, è chiaro a tutti ormai da anni che Internet non è un vero spazio comune nel quale possiamo muoverci come meglio crediamo. Nella privatizzazione di massa del mondo online, però, Wikipedia sembra essere un’eccezione felice votata a garantire un accesso alla cultura gratuito e condiviso. Alessandro Colombini, editor di Iconografie, ci spiega però che le cose non sono così semplici – e che per una volta Musk non è il cattivo della storia.
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Verso la fine di ottobre Elon Musk, prossimamente il primo trilionario nella storia dell’umanità, ha annunciato lo sviluppo e la pubblicazione di una nuova enciclopedia online: Grokipedia. Questa si basa sul modello linguistico Grok, lo stesso utilizzato dall’omonima chatbot implementata su X e recentemente finita sulla scrivania di un pubblico ministero di Parigi per aver affermato che “i progetti per i crematori di Auschwitz mostrano effettivamente strutture progettate per la disinfestazione con Zyklon B […] piuttosto che per esecuzioni di massa”. Grokipedia è implementata, insomma, dalla stessa intelligenza artificiale che alimenta Grok e ne condivide le radici politiche: Musk ha presentato il progetto come un’alternativa alla propaganda di sinistra che infesta Wikipedia, promettendo così l’avvento di un sapere finalmente allineato a una prospettiva conservatrice.
Il rimando, il paragone e la contrapposizione con Wikipedia sono stati evidenti fin dall’inizio: “Grokipedia supererà Wikipedia di vari ordini di grandezza in termini di ampiezza, profondità e accuratezza”, ha scritto sempre Musk il giorno dopo il lancio. In effetti, il progetto dell’imprenditore sudafricano non mira soltanto a migliorare la costruzione e la cristallizzazione del sapere online, ma ambisce proprio a riscriverne completamente le regole attraverso l’implementazione dell’IA. Questo significa l’abbandono di quella tecnologia wiki che ha fortemente plasmato “l’anima” di Wikipedia, muovendo i suoi più grandi entusiasti così come i più accesi detrattori: le dinamiche con cui viene costruita una voce su Wikipedia sono (almeno sulla carta) orizzontali, collaborative e decentralizzate. Questo modello, secondo Musk ma anche secondo tanta brava gente, fa emergere due problemi principali: in primo luogo, si espone la restituzione del sapere all’intrinseca malafede delle persone, solitamente nella forma della propaganda politica, e inoltre può presentare errori, imprecisioni o inesattezze. Prima di andare avanti, quindi, credo sia necessario chiarire un paio di punti riguardo a questa seconda questione.
L’eliminazione dell’errore è, in definitiva, una delle ambizioni più perverse e cupe della storia dell’umanità: questo esercizio mentale ci ha portato a sviluppare l’eugenetica o le gomme blu per cancellare i tratti di penna – cose che ti fanno finire a Norimberga o con un quaderno strappato e comunque sporco di inchiostro. È per questo che ho sempre trovato la maggior parte delle critiche a Wikipedia particolarmente sterili: qualsiasi inesattezza riscontrabile sul progetto di diffusione della conoscenza più rivoluzionario della storia dell’umanità viene percepita come una forma di lesa maestà al concetto stesso di cultura, anche se magari quell’informazione è rimasta online 40 secondi. La seconda tipologia di errori, quindi, in pratica non esiste; quando non si parla di temi storici, politici o religiosi – insomma, quelli verso i quali le persone hanno interessi ideologici –, la qualità di Wikipedia è più che accettabile e gli errori riscontrabili sono irrilevanti, fisiologici all’attività umana e in grandissima parte transitori. Inoltre, sono necessari per il processo che porta alla costruzione di una buona voce di Wikipedia; questa si chiama dinamica stigmergica, un comportamento di comunicazione implicita tipico degli alveari per cui se io vado su Wikipedia e scrivo che Mario Draghi è parente di Elizabeth, la draghessa di Shrek, qualcuno non solo noterà in breve tempo l’informazione falsa e la rimuoverà, ma probabilmente noterà anche che nel paragrafo sotto la punteggiatura è sbagliata. Alla fine della giornata, se tutto va bene, la voce “Mario Draghi” sarà migliore rispetto a prima dell’intervento su Elizabeth la draghessa.
Il punto più caldo, quindi, sono i travisamenti “politici”. Provo a spiegarmi meglio con un esempio: nella voce relativa all’eccidio fascista di Rovereto sulla Secchia, avvenuto nel marzo del 1945, si legge da anni che “il 3 agosto 1944 a Sant’Antonio in Mercadello fu ucciso dai partigiani il cantoniere Arturo Bartoli, iscritto al Partito Fascista Repubblicano. Il federale di Modena Giovanni Tarabini Castellani fece allora convocare i dirigenti fascisti della zona di Novi per stilare un elenco di antifascisti da arrestare per un’eventuale rappresaglia”. Confrontandola con la voce corrispettiva presente nell’Atlante delle stragi naziste e fasciste, notiamo due discrepanze: la prima è che Arturo Bartoli non era un cantoniere ma un mezzadro, la seconda è che non era semplicemente “iscritto al Partito Fascista Repubblicano” – come in tanti erano costretti a fare per mantenere il lavoro, ricevere la tessera del pane o evitare problemi con i picchiatori – ma un convinto fascista e tra i più noti squadristi della zona. La differenza tra i due errori è evidente: se la professione di Bartoli è ininfluente, il motivo per il quale era finito nel mirino dei partigiani lo è decisamente meno.
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Purtroppo, ad oggi, non è ancora presente su Grokipedia la voce sull’eccidio, quindi un paragone diretto non è possibile. Ad ogni modo, sono fortemente fiducioso che l’enciclopedia di Musk si rivelerà estremamente efficiente per gli errori del primo tipo – l’intelligenza artificiale è affidabile nei controlli incrociati, così come nel seguire le regole grammaticali. Gli altri errori, invece, quelli “motivati”, ho timore siano destinati a rimanere; magari non quelli “di sinistra” (rimanendo in ambito resistenziale, sono diverse le voci che riportano narrazioni mitologiche di imprese partigiane verosimilmente mai avvenute), ma quelli revisionisti da destra senz’ombra di dubbio. Come già detto, questo è uno degli obiettivi di Musk e sembra ci stia riuscendo: in un recente studio della Cornell University si nota come, soltanto nel proprio primo mese di vita, Grokipedia abbia citato come fonti le piattaforme di estrema destra Infowars (34 volte), Stormfront (42 volte) e VDare (107 volte). Wikipedia non è immune a fonti revisioniste e impresentabili – nel corso di una mia ricerca notai come Vincitori e Vinti di Bruno Vespa fosse utilizzato come fonte in decine e decine di voci legate all’ambito resistenziale –, ma in Grokipedia saliamo di livello considerata l’intenzionalità.
Per tutte queste ragioni, la nascita di Grokipedia è stata presentata nel dibattito pubblico internazionale come contrapposizione tra due progetti agli antipodi. Grokipedia punta ad automatizzare e ottimizzare ciò che su Wikipedia è un prolifico incontro tra idee diverse che prende parte nella sezione “Discussione” di ogni voce, e lo fa scardinando anche il punto centrale dell’ideologia wikipediana, ovvero il Neutral Point of View: Grokipedia è esplicitamente una piattaforma di destra, che punta a far diventare i suoi utenti il più di destra possibile e che piega le pretese di oggettività ad un’agenda politica precisa. Il punto non è capire se tutto questo sia giusto o sbagliato, ma che il discorso è fallato in partenza. Questo discorso mi fa venire in mente i commenti sotto il video YouTube di un confronto tra l’allora candidato presidenziale repubblicano John McCain e alcuni suoi elettori durante un comizio; ad un certo punto, una signora prende il microfono e dice di non fidarsi di Obama perché “un arabo”, McCain le risponde prontamente che “no, non è vero. È semplicemente una brava persona con la quale sono in disaccordo su molte cose”. Il video ha 42mila commenti, quasi tutti che dicono che questa è la vera politica, altro che Trump. A guardare il video, si potrebbe pensare che McCain e Trump siano agli antipodi, un’idea che però sta in piedi solo se non si sa chi siano McCain e Trump. Se poi ti informi, noti come questa sia solo un’apparenza, che i due credono nelle stesse cose, parlano alle stesse persone, prendono i soldi dagli stessi finanziatori, si pongono obiettivi molto simili. Certo, non sono esattamente la stessa cosa, ma potremmo trovare un compromesso dicendo che l’uno è l’evoluzione dell’altro.
Sia Wikipedia che Grokipedia, infatti, trovano il proprio fondamento ideologico nello stesso terreno (che, guarda caso, è anche quello sul quale sorge il Partito Repubblicano statunitense contemporaneo): il pensiero di Ayn Rand, che lei stessa ha definito “oggettivismo”. In breve: da buona anti-bolscevica pietroburghese, Ayn Rand si è ritagliata un ruolo di primo piano nel pensiero e nella letteratura anti-comunista ancorandosi a capisaldi filosofici come il razionalismo e l’individualismo. Rand, insomma, insisteva su un imprescindibile primato dell’esistenza (quindi ciò che esiste è, ed esiste anche al di fuori della nostra coscienza) su quello della coscienza (quindi ciò che esiste è un risultato della nostra coscienza). Come ogni filosofia divenuta cult e pop allo stesso tempo – la sua opera principale, La rivolta di Atlante è stata definita dal saggista Guy Sorman “il Corano dei reazionari” –, le implicazioni che porta con sé non sono mai solo filosofiche o di teorizzazione astratta, ma anche politiche. Ayn Rand, negli Stati Uniti, è diventata negli anni la risposta individualista al comunismo.
È questo, e tristemente poco altro, il background ideologico delle enciclopedie online. Se il collegamento tra Musk e Rand è abbastanza immediato – sia La rivolta di Atlante che il DOGE si basano sulla stessa inversione del pensiero marxiano per cui è l’imprenditoria a creare valore, e le masse ad appropriarsene –, il legame con Wikipedia è decisamente più criptico e si spiega guardando direttamente a Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia. Jimbo – che ha chiamato sua figlia Kira proprio in onore della protagonista di un libro di Rand –, non si è avvicinato alla pensatrice per motivi prettamente di classe, ma per ciò che Ben Norton e Max Blumenthal hanno definito “old fashioned American patriotism”: Wales è un conservatore libertario semplicemente perché ha studiato a casa con la nonna e perché è cresciuto vicino a quel Marshall Space Flight Center che mandava la bandiera statunitense nello spazio. E, se la fiducia nella capacità di misurazione della realtà da parte di masse intente a creare un’opera di consultazione online può sembrare randianamente paradossale, in realtà non lo è. Nuovamente, per capire Wikipedia dobbiamo guardare ad un alveare: la stigmergia mette l’individuo al servizio della comunità, ma non è neanche lontanamente controllato o comandato da questa. Così funziona anche Wikipedia: a stimolare gli utenti è il lavoro di altri utenti, tra loro isolati grazie all’anonimato, ma con il semplice e comune obiettivo di rendere Wikipedia un po’ più attendibile, modifica dopo modifica.
Wikipedia e Grokipedia sono, in definitiva, la rappresentazione plastica della destra statunitense tanto quanto lo sono McCain e Trump. Anche se sembrano così lontani, in realtà non potrebbero essere più ideologicamente vicini. Questa guerra tra enciclopedie online non ha mai messo in gioco un ripensamento delle fondamenta oggettiviste dell’organizzazione del sapere, ma riguarda piuttosto i modelli con cui è declinato: il primo è la vecchia scuola repubblicana, che predica una comunità frazionata ma funzionale, basata sull’individuo ma in funzione comunitaria, il secondo è Mad Max ma con le Zyn. L’Atlante che ci è toccato sembra più cretino ogni volta che appare in pubblico, e l’unica cosa che importa sono le sue opinioni. A conferma di ciò, il Business Standard ha notato che quelle che Grokipedia riporta spesso non sono neanche tesi di estrema destra, ma opinioni personali di Musk. Le masse, nel frattempo, sono un retaggio antico, finalmente ignorabili o riducibili a mostri: arrivano da sud, sono gli illegal aliens, sono diversi da noi. Non solo hanno un colore diverso, parlano in modo diverso e mangiano cose diverse, ma sono anche una massa informe. L’individuo è uno status privilegiato, e oggi come ieri è lui – il vincitore – a scrivere la Storia. Anche nelle enciclopedia online.